Non dormivamo più ma poi…

Voglio inaugurare questo blog condividendo un’esperienza che, spesso, è causa di stress ed estrema stanchezza per i genitori di bambini molto piccoli che soffrono di disturbi del sonno e che a volte, sembra non avere soluzione se non quella di aspettare che il bambino cresca.

I primi giorni a casa dopo la nascita abbiamo dormito poco.

…..ma la bambina deve capire la differenza tra giorno e notte…….(cit. dei parenti)

Le settimane successive continuavamo a non dormire.

……ma la bambina è allattata e decide lei quando fare la poppata e quante farne e ha bisogno del conforto materno….. (cit. dei parenti)

Secondo mese. Si continua a non dormire.

…..avrà il reflusso gastrico e vuole stare in braccio…. (cit. dei parenti)

Terzo mese. Sempre peggio.

…..ma adesso iniziano i fastidi per i primi dentini…. (cit. dei parenti)

DENTINI? A tre mesi?

Quarto. Quinto. Sesto. Settimo. Ottavo mese. In pratica non dormivamo più ma poi abbiamo provato a migliorare la nostra vita e quella della nostra piccolina.

Prima di diventare papà non avrei mai creduto di poter dormire così poco per così tanto tempo. Solo la gioia e l’affetto per un figlio ti può dare la forza.

Il momento del sonno

Vado nel dettaglio su come affrontavamo il momento del sonno. Ci è venuto naturale far addormentare la nostra piccolina in braccio, cullandola un po’ e cantandole una ninna nanna. Tutto ciò facendo la mezza maratona attorno al tavolo della cucina. Facevo dieci giri a destra e dieci a sinistra. Alla fine si addormentava e la portavamo nel suo lettino.

A volte si svegliava immediatamente e ricominciavamo subito i giri attorno al tavolo. Una volta a letto poteva accadere qualunque cosa. Si poteva svegliare dalle due alle quindici volte in una notte. Il meglio di se’ l’ha dato a otto mesi la notte prima del suo battesimo. Si è svegliata ogni trenta minuti. Immaginate la freschezza mia e della mamma il giorno della festa!!!

Ad ogni sveglia prendevamo la bambina in braccio, la cullavamo e la rimettavamo sul lettino e così via per tutta la notte.

La svolta

Dopo otto lunghi mesi abbiamo deciso di fare qualcosa o almeno di provare a farlo. Ci siamo confrontati con il nostro pediatra che ci ha indicato la possibilità di seguire una tecnica spiegata su un sito dedicato a mamme e papà (www.mammaepapa.it) in cui si parla dei disturbi del sonno nei neonati e nei bambini.

In pratica la tecnica prevede di mettere i bambini ancora svegli sul lettino e dargli la buonanotte lasciandoli soli in camera. E’ ovvio che una bambina come la nostra avrebbe pianto e urlato a squarciagola e così è stato.

Dopo cinque minuti siamo andati a rassenerarla senza prenderla in braccio. Intanto il pianto disperato continuava. Poi siamo andati dopo dieci minuti e poi dopo venti. Nel giro di quarantacique minuti circa si è addormentata.

In tutto ciò noi avevamo lo stato d’animo a pezzi e avremmo voluto prenderla in braccio mille volte ma siamo riusciti a resistere con molta fatica.

Incredibilmente già la prima notte ha dormito senza alcuna interruzione.

Abbiamo applicato questa tecnica anche le sere successive. Ha pianto sempre meno e dopo cinque o sei giorni ha imparato definitivamente ad addormentarsi da sola nel suo lettino e a dormire tutta la notte.

Chi ci ha guadagnato in tutto ciò? Papà e mamma sicuramente. Siamo più riposati, meno stressati e genitori migliori durante il giorno, ma siamo convinti che ci abbia guadagnato anche nostra figlia che adesso dorme bene e ha più sicurezza in se e ha secondo noi capito che mamma e papà ci sono sempre anche al suo risveglio.

Certo è che non si può avere la certezza che funzioni con tutti i bambini e capisco i genitori che non se la sentono di applicare questa tecnica che morbida non è.

In ogni modo mi sento di dire che se qualche genitore volesse provare, dovrà sicuramente confrontarsi col proprio pediatra, poi bisogna avere fermezza e soprattutto occorre che sia la mamma che il papà siano assolutamente d’accordo.


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